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PRESS DAY at NEGRIFIRMAN PR Agency


Buongiorno ragazzi!

Questa mattina voglio mostrarvi alcune delle immagini scattate al press day di Negrifirman PR Agency, un’agenzia che si occupa di molti brand interessanti, tra i quali ho selezionato i miei preferiti, per spiegarvi meglio la collezione e la storia.

Parlo di TER ET BANTINE e MATTEO THIELA.

Un Press day unico nel suo genere, che ha dedicato al tema del fumetto la sua giornata, creando un’atmosfera essenziale, divertente e colorata.

A nostra disposizione, anche due fumettisti bravissimi, che ci hanno regalato una caricatura alla fine dell’evento.

Ecco a voi la mia simpatica interpretazione!:D

Hello guys! here for you some pics and descriptions about the Negrifirman Pr Agency’s press day in Milan!

Enjoy!

 

 

 

TER ET BANTINE

Informale ma contratto come l’antidivisa di una rivolta è il vestito di Ter et Bantine per l’autunno inverno ’12 / ’13.

Manuela Arcari scarta dall’ordinario, compone un guardaroba di elementi eccentrici, fortemente noir.

I tagli militari, le espansioni geometriche e il repertorio dark sono i fattori ricorsivi che generano nel moltiplicarsi e sommarsi previste silhouette drammatiche.

La palette di sfumature d’ombra è misurata da alcuni abbaglianti pezzi bianchi. La vertigine scura si nutre di tutte le texture immaginabili, cuoio, camoscio, lane spettinate, sintetici irti a riflessi bagnati come pelli animali, armature a raso: nei tagli tecnici trovano il pretesto per affrontarsi. La pelliccia, certi ricami di stoffa strappata, motivi ipnotici floccati su panno si arrangiano in innesti da sartoria di ricavo su basi impeccabili. I cappotti e i tailleur voluminosi giaccone e gonna trovano il loro doppio in abiti e top nitidi che impattano su pantaloni maschili. 

Il corpo è coperto, il femminile notturno, assorto.

Casual and concise as the anti-uniform of a revolt – this is Ter et Bantine’s dresscode for Autumn/Winter 2012/2013.

Manuela Arcari leaves day-to-day items behind to create a wardrobe packed with eccentric elements designed to have a powerful noir impact.

Military style items, geometrical expansions and a Gothic repertoire are recurrent traits that multiply and add on to generate the desired dramatic silhouettes.

The colour palette featuring shadowy hues is countered by a few dazzling white items. The dark vortex is built on every imaginable texture, namely leather, suede, row wool, bristly synthetics with wet-effect highlights, such as animal skin and satin weave. The hi-tech style provides them with an opportunity for juxtaposition. Furs, artful embroidery on ripped fabrics and hypnotic patterns flock-printed on cloth are arranged as recuperated inserts of skilled tailoring on a flawless backdrop. Ample coats and skirt suits find their counterparts in clear cut dresses and tops that stand out against male trousers. 

The body is concealed for a self-absorbed, Gothic feminine allure.

ACCESSORI

Un sottile ma inesorabile lavoro di decostruzione del classico caratterizza la prima collezione accessori di Ter et Bantine. Lo slittamento dei parametri è insieme preciso ed emotivo. Manuela Arcari sceglie ancora una volta di lavorare, come sempre nel suo percorso di designer atipica, intorno ad una idea di perfetta imperfezione, esplorando lo spazio mentale e materiale che separa il rigore dall’abbandono, il raziocinio dall’istinto primario. Gli elementi definenti del suo stile – riduzionista e scabro, concreto e puro – generano oggetti di design dal forte potere evocativo, misteriosi come ciò che è familiare quando, all’improvviso, lo si guarda attraverso una lente deformante. Il disegno essenziale è contraddetto dai dettagli, dalle texture, dall’equazione instabile del maschile al femminile. Il controllo, l’accento sul meno che si fa più tipici di Ter et Bantine si traducono in classicismo brutalista.

La collezione ruota intorno ad una serie di forme archetipe: la stringata maschile, la decolletè perbene, la scarpa da tango, la ballerina. Le proporzioni o i dettagli, però, sono fuori asse, e portano l’accento sul design: punte allungate dai finali arrotondati, fussbet laccati, tacchi a spillo dal corpo gonfio e sinuoso, cinturini sottilissimi che legano alla caviglia oggetti dalla presenza forte, tagli vivi dalla grazia inattesa. I materiali, così come i colori, oscillano tra i codici noti e la sorpresa depistante, che può essere punk, oppure seccamente leziosa: vitello spazzolato in tinte scure dal sapore Brit, cavallino a pelo lungo in nuance accese, materiali tecnici dai bagliori metallici e iridescenti, velluto tinto in capo in toni tappezzeria fanè.

Una visione in preciso disequilibrio, con un fondo di concreto pragmatismo.

A subtle yet unremitting deconstruction of the classics characterizes the first accessories collection from Ter et Bantine. The shifting of parameters is both precise and emotional. Once more, as it always happens in her path of non-typical designer, Manuela Arcari chooses to work around the idea of perfect imperfection, exploring the mental and material space the separates rigor from abandon, rationalism from primal instinct. The defining elements of her style – both reductionist and raw, concrete and pure – are translated into design objects with a great evocative power, mysterious just like familiar things are when they pass through deforming lenses. Essential shapes are contradicted by details and textures, in a constant play of masculine vs feminine. Control, the accent on less is more that are typical of Ter et Bantine generate a kind of brutalist classicism.

The collection revolves around a bunch of archetypal forms: the mannish brogue, the well-to-do pump, the tango shoe, the ballerina flat. Proportions and details, however, are off kilter, putting the accent on design: elongated yet rounded points, lacquered fussbets, stiletto heels with a round, inflated body, thin ankle straps anchoring sturdy objects to the feet, raw cuts with an unexpected grace. Materials and colors swing between well known codes and absolute surprise, which can be punk or dryly demure: brushed lambskin in dark British hues, long-haired pony skin in bright colors, technical materials that are shiny and metallic, garment-dyed velvet in fanè tapestry tones.

A precisely un-balanced vision, with a base of concrete pragmatism.

MATTEO THIELA

Matteo Thiela è nato a Milano nel 1972.
A contatto fin da ragazzo con il mondo della sartoria e del commercio legato alla moda, inizia la sua carriera di disegnatore e di creativo nel 1990 con “10 vestiti B/N/B”, subito oggetto di interesse da parte di molti compratori italiani. Nello stesso periodo Eo Bocci lo vuole nel suo show-room dove espone camicie per uomo e una collezione donna fatta di cerchi e di colore.

Dal 1996 al 1998 conosce a Milano Carla Sozzani che lo vuole responsabile della linea N/N u/d e disegna OZEN, progetto sartoriale di respiro internazionale. Nel 1999 inizia nuove collaborazioni con Loro Piana, GBR, Ter et Bantine. Nello stesso anno progetta, mette in mostra e vende TOY, una collezione di abiti e maglie in filo di vetro, risultato di un attento lavoro di ricerca su materiali e metodologie di taglio.

Nel 2000 presta consulenza a Carlo Tivioli per l’ideazione di nuovi volumi da adottare sulle pellicce e a Stefano Mortari per le sue maglie. E dal 2001 ricomincia da sè stesso. Disegna la prima collezione donna che porta il suo nome.

Un’autunno/inverno cui fanno seguito una primavera/estate e otto capi di alta moda che sfilano all’Auditorium della Musica di Roma. Nel 2003, vince il premio Limoni che lo porterà a creare una personale fragranza. Nel 2004 è invitato a partecipare a TIP – Tendenze Idee Progetti presso la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino.

Nel 2005 partecipa a EIDOS, mostra di giovani talenti alla Triennale di Milano e al concorso WHO’S ON NEXT, organizzato da Vogue Italia e AltaRoma. Dal 2006 al 2008 collabora con KRIZIA per cui disegna la sfilata e le licenze. Nel 2008 è contattato da AGNONA che gli affida due collezioni di borse di alto profilo sia per la scelta dei materiali che per il target di riferimento.
Nello stesso anno e in quello successivo ritorna al suo progetto personale con due collezioni sartoriali di pezzi unici . Distrugge trama e ordito ed inventa “RETEXO” collezione concettule di abiti composti da milioni di fili si seta per coprire un’immaginaria donna primitiva. Per l’inverno 2011 RETEXO di fili di lana follati per creare giacche e cappotti come il “Grigione “ esposto per “Limited/Unlimited” Altamoda Roma.

Progetta il Pret a Porter sartoriale che sara’venduto nel suo Atelier a Torino. I suoi tagli sono forti e inaspettati, la sua ricerca, volutamente provocatoria, parte dallo studio delle dimensioni e delle forme ed è indissolubilmente legata a purezza e semplicità.

Matteo Thiela was born in Milan in 1972.

Since he was very young he lived in a taloring fashion design enviroment. He started his carrier as a fashion designer in 1990 by creating his first personal collection made by 10 black/blue and white dresses which has attracted many Italian buyers.

In the mean while Eo Bocci, Italian talent schout, wanted his collections of men shirts and women dresses in his show-room.
Between 1992 and 1995 he lived in Germany where he worked for William Forsythe and the Ballet of Frankfurt as a production assistant as well as responsible of tailoring department.

From 1996 to 1998 he worked in Milan for Carla Sozzani “Corso Como 10” Shop where he was the responsible for the “N/N” men/women collection as well as designer of OZEN collection, a tailoring project having a great international impact. Furthermore, he coordinated the settings of Chris Rush exibitions within “Corso Como 10”.

In 1999 he designed a new experimental women dresses and knitwear collection made by glass fiber thread as well as organising the launch event and the selling of the collection.

In 2000 he designed the setting of Loro Piana in Palazzo Pitti. He also worked for women collection TER & BANTINE in Faenza.

In 2001 as a consultant of Carlo Tivioli furs and Stefano Mortari knitwear.

It’s from 2001 he designed his first personal brand women collection, which has been shown at “White” exibition in Milan and in “Brown Stone Foundation” in Paris. He designed the settings of both events.

He designed 8 women dresses for Rome “haute couture”.

In 2003, he won “Limoni” first prize through which he created a personal brand perfume.

In 2004 he designed a new collection and realised the setting of the launch at Turin Sandretto Re Rebaudengo Foundation.

In 2005 he shows his best items in the WHO’S ON NEXT contest, organized by VOGUE Italia and AltaRoma, and at Milano Triennale.

In 2006 works as advisor for KRIZIA.

In 2007 create the new project for AGNONA of leather bags.

Here the other brands

HACHE

GIULIETTA

ALCANTARA